Mario Rotta Tecnologie e nuovi scenari educativi
Gli scenari appena tracciati, sotto certi aspetti, si possono ormai considerare storicizzati. È su questi scenari, però, che negli ultimi anni si innesta un fenomeno nuovo, che è l'affermarsi di Internet e delle reti telematiche come fenomeno di massa e l'introduzione di Internet nella scuola e nella didattica in generale. Questo nuovo fenomeno sta modificando rapidamente tutti gli scenari e sta rimettendo in discussione moltissime cose. Ad esempio, oggi si potrebbe affermare che è ormai improprio usare il termine "personal computer" perchè il computer ha ormai un senso solo in quanto nodo di una rete di computer. Il computer sta quindi diventando "interpersonal", oppure, ipotesi ancora più interessante, terminale non necessariamente intelligente attraverso cui si possono creare e gestire reti di persone, senza le quali la "macchina" non ha nè valore nè significato: da questo punto di vista si può anche dare ragione a Don Norman, quando afferma che il computer sta diventando "invisibile", quando sottolinea che è soltanto un tramite che permette a ognuno di noi di entrare a far parte di una rete di relazioni con altri, prescindendo da due fattori abitualmente collegati all'idea tradizionale di "scuola", lo spazio e il tempo. È chiaro che nel momento in cui io posso immaginare un contesto didattico che prescinde dallo spazio e dal tempo, centrato su una rete di persone teoricamente illimitata e che si può aggregare attorno a una quantità illimitata di problemi, cambia completamente lo scenario della didattica: la scuola sarà costretta a ripensarsi a ridisegnarsi in funzione di queste opportunità - che naturalmente nascondono dei rischi e potrebbero portare a degli abusi - o dovrà accettare il rischio di una rapida obsolescenza.
Il nostro compito, in questa fase, è cercare di capire i complessi processi in atto per fare delle reti il miglior uso possibile: dovremmo cercare di capire quali sono le potenzialità di Internet ed evidenziarne allo stesso tempo i limiti, per evitare o affrontare positivamente i rischi relativi. La "società della rete" apre scenari che vengono oggi denominati in vario modo. Tra i tanti a me piace in particolare l'idea che va sotto il nome di "educazione distribuita": l'idea che, attraverso le tecnologie di rete, si possano oggi immaginare attività educative che potranno essere distribuite a livello territoriale ed extra territoriale, fino a fare della scuola uno spazio immateriale e trasparente, senza pareti, su cui tutti possono affacciarsi: genitori, studenti, docenti di altre scuole e di altri territori, esperti, organizzazioni, istituzioni. Fino a configurare un contesto che è assolutamente "distribuito", non solo nello spazio ma anche nel tempo: nel senso che non ci sono e non ci saranno più limiti nei modi e nelle possibilità di apprendere e di insegnare.
Ipotesi del genere, ovviamente, sono particolarmente complesse e chiedono di essere comprese gradualmente, con forte senso di responsabilità. Bisogna prima di tutto capire meglio che cosa può significare Internet dal punto di vista di chi opera in ambiente didattico, anche per vincere i timori, chiarire i tanti equivoci che gravano da tempo sulla rete delle reti. Internet non è soltanto quello che a prima vista e superficialmente percepiamo, non è solo la comunicazione che viaggia sul filo e che noi visualizziamo grazie a un browser. Internet è molto di più e allo stesso tempo un insieme molto più articolato.
Dal punto di vista didattico in Internet si intravedono almeno 4 dimensioni significative. Una prima dimensione, la più evidente e spesso la sola ad essere percepita, è l'accesso all'informazione. Internet implica la possibilità di avere "a portata di mouse" la più grande biblioteca mai esistita, un archivio sterminato, peraltro in continuo accrescimento. Una seconda dimensione è la possibilità di costruire informazioni: in Internet non siamo solo lettori, ma anche autori, non solo perchè noi stessi determiniamo i percorsi di lettura delle informazioni che vengono erogate attraverso Internet, ma anche perchè è estremamente facile - e quindi siamo stimolati a farlo - produrre delle informazioni e depositarle in rete, in modo da condividerle con altri. Costruire informazione significa inoltre condividere, quindi comunicare: Internet è anche questo, un modo nuovo e potente di comunicare, e questa dimensione comunicativa interpersonale va capita e valorizzata, poichè è uno degli aspetti più interessanti del fenomeno. Comunicare e condividere, produrre informazione e accedere a informazioni distribuite, configurano complessivamente una quarta dimensione del fenomeno: Internet è un modo di collaborare, una piattaforma attraverso cui si possono risolvere insieme dei problemi.
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