ATTI DEL CONVEGNO
MINORI E COMPUTER
Scuola e famiglia
Responsabilità e competenze per educare nell'innovazione
Francesco Pira
Bambini, educazione difficile tra computer e tv

Innanzitutto vi ringrazio per l'invito. Tre giorni fa, quando abbiamo presentato all'Università di Trieste questa ricerca, ho citato alla RAI che mi intervistava sul caso simbolo di Codroipo, tutti quei comuni che come Codroipo hanno accettato di portare avanti questo progetto.
Ieri sera al Sindaco dicevo che è veramente encomiabile il lavoro che fate: io ho lavorato - ho finito ieri! - per 5 anni come capo dello staff della Vice Presidente della regione Toscana e posso assicurarvi che si tratta di una regione anche abbastanza all'avanguardia rispetto ai progetti anche di natura sociale, rispetto ai rapporti con il volontariato, rispetto alle differenze e anche, quindi alle politiche dell'inclusione, in luogo dell'esclusione culturale, economica e sociale.
Ieri sera vedevo con piacere il dialogo di questo Sindaco con un cittadino di Codroipo che era marocchino, e poi pensavo alle scritte che ho visto come quella che è stata fatta sotto i cartelli stradali o sui muri di alcune case lungo la strada: "Repubblica del Nord". Vi confesso che ho avuto un po' paura, essendo siciliano, poi ho visto che a questo tavolo siede un altro siciliano che abita a Venezia, mentre io abito in Toscana…L'unico è Don Fortunato che ha mantenuto la residenza!
Io l'avrei anche mantenuta, ma ho avuto dei problemi facendo il giornalista in Sicilia di "incompatibilità ambientale"…
Venendo qui ho comunque pensato come il nostro Paese è bello, è vivo, è vario, pieno di gente come voi che decidono il sabato pomeriggio di venire ad ascoltare noi, che abbiamo fatto forse qualcosa che può essere utile.
Ecco, io devo dirvi veramente grazie perchè è la prima volta che mi succede, io mi occupo del rapporto bambini-videogame da quest'anno, e di quello tra bambini e televisione da 3 anni (dal '97): insieme a un collega psicologo che si chiama Enzo Kermol ho scritto un libro i cui proventi sono stati devoluti a una fondazione che si occupa di bambini, la fondazione intitolata "I quattro giornalisti uccisi". E proprio nei giorni scorsi abbiamo presentato la ricerca sul rapporto bambini-videogame.
Diceva il vice sindaco, un ricerca che ha avuto molta eco sulla stampa: ma perchè ha avuto molto eco sulla stampa?
Perchè forse ognuno di noi ha un figliolo…Io ho un bambino di 11 anni e mi sono reso conto che è qualcosa di pazzesco!
A Pasqua, mio figlio abita in Sicilia, siamo stati insieme qualche giorno e nel mio telefonino, che è un Nokia, c'è un gioco che si chiama in italiano "serpente" e Gino, mio figlio, è stato parecchio tempo a giocare con questo videogioco e mi scaricava in continuazione il telefono… Due giorni dopo mi sono arrivati i dati, hanno cominciato ad affluire i dati sulla ricerca che avevamo fatto in tutto il Friuli - Venezia Giulia e parte del Veneto - abbiamo intervistato 160 bambini - e la situazione ve lo assicuro non è una situazione piacevole!
Però stamattina sentivo qualcuno dire "non demonizziamo", e poi sentivo "ci vuole un uso ragionato"…Ecco per chi come me è genitore, è giornalista, ed è anche formatore per questo incarico che ho all'Università di Trieste, penso che la crisi sia tripla!
Da sempre e sempre più il nostro Paese è diviso tra "apocalittici" e "integrati", quelli che dicono che il computer ci porterà alla distruzione del mondo e quelli che dicono che senza computer non possiamo fare nemmeno…La pipì…E' qui il punto, lo scollamento che non riusciamo a capire, quello che noi non riusciamo a cogliere.

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