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Il tempo tra
Se la scuola è un'agenzia specialistica e intenzionalmente rivolta alla formazione delle nuove generazioni, c'è anche un sapere più diffuso che si trasmette intenzionalmente o informalmente attraverso altre sedi, altri luoghi di crescita. Al di fuori della scuola e al di fuori della famiglia, la socializzazione delle nuove generazioni e l'acquisizione di competenze avvengono infatti anche nel tempo libero e passano attraverso una pluralità di sedi formali (associazionismo, parrocchia, gruppi sportivi ecc.) e informali (televisione, gruppo dei pari, nuovi media ecc.). E' l'insieme di queste occasioni, di questi frammenti di tempo in un equo rapporto di fruizione che concorre alla formazione globale dell'individuo e ad una sua crescita non pregiudizievole.
In alcune delle sue espressioni informali il tempo tra sembra destinato a diminuire: si tratterà dell'immagine di insicurezza e di pericolo che gli adulti hanno verso la società in generale e verso l' habitat (generata anche dalle informazioni che quotidianamente presentano i media sulle violenze e sui rischi a cui sono sottoposti bambini e adolescenti fuori dalla famiglia), si tratterà di una iperorganizzazione del tempo e delle età che investe un po' tutti e che si trasmette immancabilmente anche ai bambini, ma il modello di crescita in questi ultimi anni sembra volto soprattutto verso un tempo sempre più strutturato e iperorganizzato.
Questa mancanza quasi assoluta di autonomia nella definizione dei propri tempi, al meno di quello che potrebbe essere il tempo libero dei bambini, porta al rischio di alienare i più giovani dalla loro stessa condizione di bambini per rimandarli ad una dimensione esistenziale che non è loro propria. Il gioco libero, lo stare insieme agli amici nel proprio ambito di vita devono avere il giusto spazio quale la televisione, il computer, lo sport, l'associazionismo, pur tenendo conto che le modalità di fruizione delle varie agenzie di socializzazione sono necessariamente diverse rispetto al passato.
Un pedagogista, ironicamente, ha ricordato il tema di un bambino della quinta elementare che, nel svolgere il suo componimento su come trascorreva la giornata, scriveva che la sua era stata molto dura, che era cominciata alle sette, che era stato portato a scuola, che era tornato a casa, che aveva mangiato, ma molto velocemente, che era stato portato a lezione di inglese, che poi era andato al corso di nuoto e così via e concludeva affermando che da grande avrebbe voluto fare il pensionato.
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