Laura De Clara "Il computer di mio figlio": genitori tra dubbi e responsabilità
Sempre più la nostra quotidianità si caratterizza dalla presenza e dall'influenza delle tecnologie, basti pensare al ruolo della televisione nelle famiglie, all'utilizzo dei videogiochi da parte dei ragazzi, al computer oramai indispensabile sul lavoro.....
Il mondo sta cambiando molto velocemente le proprie modalità di comunicazione e con esso muta anche l'universo esperienziale in cui le nuove generazioni si trovano a sperimentarsi e crescere.
Quale è la posizione degli adulti in questo processo?
I genitori riconoscono, in generale, il possibile ruolo che le nuove tecnologie offrono in termini di opportunità per il futuro scolastico e lavorativo dei propri figli anche se in generale risultano piuttosto perplessi circa le possibili ripercussioni di queste innovazioni. Le motivazioni alla base di questo atteggiamento sono molteplici: alcuni, infatti, sono propensi ad acquistare un computer perchè desiderano che i propri figli possano sentirsi ed essere "al passo con i tempi", evitando così situazioni di inferiorità nei confronti di compagni e amici; altri non attribuiscono al PC un ruolo diverso da quello di "solo strumento" e quindi non ritengono questo una tematica educativa; taluni, inoltre, ritengono la presa in carico del problema sia formativo che educativo nell'area delle N.T. come uno specifico compito e responsabilità dell'Istituzione scolastica, adducendo la propria mancanza di saperi e abilità strumentali quale giustificazione a tale atteggiamento di non pieno coinvolgimento e nutrendo quindi, dubbi sul proprio concreto contributo e ruolo genitoriale.
Le paure, i dubbi e le perplessità sono allora molto diffusi:
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le paure sono legate all'uso della rete: la mole spropositata di informazioni in cui è facile disorientarsi; i contenuti nocivi o inadeguati facilmente accessibili ai ragazzi; la possibilità di incontri "pericolosi"; l'isolamento dei bambini e dei ragazzi e il loro allontanamento dalla vita "reale"; il pensiero che la fruizione di questi strumenti possa andare a scapito dello sviluppo di abilità espressive e manuali;
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le ansie sono connesse soprattutto al quando, per quanto tempo e in che modo, introdurre il computer nella vita dei propri figli, al come fare per distoglierne l'attenzione eccessiva, al potere e sapere dire di "no" di fronte alle pressanti richieste. Dall'altra parte c'è tuttavia un interrogarsi se sia possibile allontanare dalla vita dei propri figli il momento del contatto con il Pc e se questa sia una buona posizione educativa;
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i dubbi sono legati alla "validità" di Internet come forma di comunicazione, al valore pedagogico ed educativo della navigazione in generale, delle chat, dell'uso dei videogiochi e ai valori veicolati da questi strumenti. Si teme inoltre che gli incontri "virtuali" impoveriscano la dimensione della socializzazione e dello scambio "autentico".
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