Appunti e riflessioni preliminari per una carta dei diritti dei bambini nelle reti telematiche
Prof.ssa Anna Oliverio Ferraris
Clicca qui per scaricare il file .doc

I bambini della società multimediale vengono raggiunti da una gran massa di messaggi di ogni tipo, molti dei quali provengono dalla televisione, che attualmente è il media più diffuso nelle abitazioni. In un prossimo futuro aumenteranno i canali televisivi e si diffonderà l'uso dei computer e di Internet, con tutta la massa di sollecitazioni e di informazioni (utili, ma anche inutili e dannose) che tali mezzi sono in grado di produrre. Questa trasformazione epocale che si sta verificando in questi anni, richiede che gli adulti si responsabilizzino nei confronti di bambini perchè se è vero che tutti quanti, adulti e bambini, cerchiamo di adeguarci alle caratteristiche, ai tempi e agli spazi della società multimediale, è tuttavia altrettanto vero che non è possibile modificare, oltre un certo limite, i tempi biologici dello sviluppo intellettivo, emotivo e motorio dei bambini. I modi e i tempi dell'apprendimento infantile variano a seconda dell'età, cosicchè ciò che può capire o sentire un bambino di undici anni è diverso da ciò che può capire o sentire un bambino di otto, di cinque o di soli tre anni. C'è una gradualità nello sviluppo e nella crescita che va rispettata e protetta. E se è vero che in una certa misura i bambini si mostrano impermeabili di fronte a ciò che non capiscono, è però altrettanto vero che alcune realtà per loro incomprensibili riescono ciononostante a colpire i loro sentimenti, soprattutto quando riguardano i rapporti tra gli esseri umani, tra animali, tra uomo e animali, la nascita, la morte, le malattie. Gli adulti dovranno sempre più responsabilizzarsi nei confronti di quello che i bambini vedono e sentono in televisione, imparano via computer, o incontrano "navigando" in Internet. E'però bene chiarire fin dall'inizio che, mentre è possibile ipotizzare - almeno sul piano teorico - un controllo di ciò che le televisioni mandano in onda e dei contenuti di videogiochi e CD-Rom destinati ai giovani, pare assai difficile esercitare una qualche forma di controllo su Internet a cui hanno libero accesso milioni di utenti. Chi entra in Internet può imbattersi in informazioni, messaggi e inviti di ogni genere, anche di psicopatici, maniaci sessuali e fanatici. In un'ottica di reciproca responsabilizzazione, vediamo quali impegni potrebbero assumersi, i produttori di informazione, di spettacoli televisivi, di CD-Rom, i genitori e gli insegnanti.

Le televisioni potrebbero:

  • Riconsiderare il modo con cui trattano e illustrano le notizie di cronaca nera nei Tg di maggiore ascolto.
  • Tener conto, nella programmazione, della marcata presenza dei bambini tra gli utenti televisivi della fascia che precede le 21,30, ciò implica una particolare cautela nel trattare violenza, sesso, deviazioni mentali e nel mandare in onda programmi volgari e di basso
  • Indicare (su quotidiani e/o televideo) i programmi adatti ai bambini di vari livelli di età e quelli sconsigliati.
  • Abolire la pubblicità dai programmi rivolti ai bambini (fino a 8-9 anni sono pochi coloro che colgono la finalità persuasiva degli spot) ed evitare, negli altri programmi, spot o trials con scene choccanti o violente.
  • Incoraggiare la produzione e la diffusione di televisori dotati di "programmatori" che consentano ai genitori di selezionare le trasmissioni, eliminando quelle che giudicano inadatte o inopportune per i loro figli.
  • Potenziare, in fasce orarie di buon ascolto, i programmi "educational" - non necessariamente didattici - aumentando così la varietà dei palinsesti e le opportunità di scelta da parte degli spettatori.
  • Promuovere trasmissioni per i genitori sul rapporto adulti-bambini in cui si toccano varie tematiche tra cui anche la gestione della televisione, dei videogiochi e di Internet.

continua >>>

Clicca qui per tornare alla pagina "Articoli"