Lunga vita alla nuova carne
(Esclamazione pronunciata da Max Renn,
con cui si conclude il film Videodrome,
di David Cronenberg)
Premessa
Come sono fatti i videogames? che tipo di intrecci e di dinamiche propongono? quali sono i personaggi femminili che li abitano?
Il nostro scopo inizialmente era quello di investigare il mondo dei videogames a partire dalle eroine che lo animano, per costruire una vera e propria tipologia di personaggi virtuali femminili. Ma dopo i primi tentativi - con alcuni dei più famosi testi di questo mondo - ci siamo viste costrette a ridimensionare il nostro obiettivo. Quelli che seguono, dunque, sono spunti di ricerca che partono dall'osservazione di alcuni videogames. Ognuno di essi risulta composto da panorami, narrazioni, personaggi maschili e - sempre più spesso - femminili.
L'uso di strumenti semiotici ci ha permesso di segnalare una serie di elementi che meriterebbero uno studio approfondito. Pensiamo infatti che i videogames siano dei testi molto complessi e decisamente affascinanti da analizzare. In questo articolo la nostra attenzione si è concentrata soprattutto sulle virtual girls, e sulla descrizione di alcune di queste figure, delle loro identità e dei loro corpi. Ampio spazio si dovrebbe dedicare anche allo studio delle forme narrative che questi testi contengono, così come alle competenze richieste al lettore modello e al tipo di contratto o conflitto rappresentato; punti che in questa sede verranno solo accennati. Infatti la nostra proposta di analisi riguarda l'elemento che ci ha più colpito e cioè le immagini femminili suggerite da questi testi e la loro trasformazione in "sex symbols" attraverso la costruzione di quel gioco di seduzione in cui spesso gli utenti (users) rimangono coinvolti. Per avere una conferma di tale trasformazione, è sufficiente sfogliare un qualsiasi numero delle molte riviste di settore, tra cui Play Station Magazine, Game Repuplic, Tomb Raider, Super Play Station Console(http://www.happyweb.rcs.it/).
Ci siamo dunque chieste: a quale costruzione culturale di corpi sessuati stiamo assistendo? Si può parlare di una mappa visibile del desiderio? Si può ricercare la prova digitale di un desiderio (lust) condiviso da più comunità e più culture? Proponiamo alcune direzioni di ricerca, ancora del tutto abbozzate, una serie di domande e di possibili risposte.