Apprendere la telematica resti un gioco e una scoperta
Aldo Carotenuto
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I bambini e gli adolescenti non hanno bisogno del computer e di Internet per esercitare la curiosità e coltivare relazioni interpersonali: essi sono gli elementi primi della loro crescita. Impadronirsi degli strumenti tecnologici e informatici è utile, ma è opportuno che i più giovani non si lascino ingannare dalla sensazione di onnipotenza che dà il mondo virtuale a chiunque lo prenda troppo sul serio.

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Si chiama "neotenia" ed è quella particolare caratteristica in virtù della quale i tratti del volto mantengono, anche con il passare degli anni, una traccia inequivocabilmente infantile, giovanile. Il beneficio più immediato che se ne trae è che un volto non ancora corrotto dai segni del tempo e della maturità è un volto accattivante. Un volto che, proprio come quello di un bambino, si mostra puro e inoffensivo. Non suscita l'aggressività altrui, non incita l'altro alla difesa, all'attacco o alla competizione. Bensì infonde il sorriso e sentimenti affettuosi in coloro che lo osservano.
In verità, la neotenia non è che una delle tante caratteristiche - probabilmente quella più visibile - che tradisce la presenza di un animo ancora giovane. Puer è l'accezione psicologica. Ma al di là delle valenze fisiche, mantenere la mente viva e la psiche giovane è un eccellente esercizio per non perdere di vista quanto la vita e la relazione interpersonale possono sempre offrirci. In altre parole: è la vera ricetta dell'eterna giovinezza.
Quali sono dunque le caratteristiche psicologiche del puer? Alcuni parametri simbolici sono universalmente conosciuti. L'animo puer si incarna, sul piano della raffigurazione mitologica, quasi sempre nell'essere alato o capace di volare, Peter Pan come Cupido. Il suo essere "scollato" dalla vita terrena è una valenza psicologica più che fisica. Il puer non si lascia afferrare e travolgere dalle piccole nevrosi quotidiane, ma vola alto con la mente e con la fantasia. I suoi orizzonti non sono quelli del paesaggio terrestre, ma piuttosto quelli dell'immaginazione, dell'imprevedibile, dell'invisibile.
Sovente, il suo essere disincarnato, terrestre solo per metà, si esprime attraverso il simbolo dell'uomo zoppo, ossia dell'uomo che fatica nel camminare, nel poggiarsi stabilmente a terra. L'attitudine a zoppicare è anche l'antico retaggio delle grandi altezze da cui è disceso - o caduto - quando si è fatto corpo.
Emblematica è l'allusione simbolica all'angelo caduto, che nei secoli è diventato metafora del demoniaco, ma che psicologicamente sta solo a indicare una ferita, ancora aperta, che continuamente rammenta al puer la sua provenienza, il suo non essere - mai completamente - in questo mondo. E la ferita, appunto, è il segreto dell'animo puer. La spina nel fianco che lo priva del riposo, che gli impedisce di "addormentarsi" - per non dire di omologarsi - e che lo spinge pertanto a una ricerca irrequieta, al raggiungimento o al tentativo di raggiungere e recuperare quanto si è perduto. Per questo, la curiosità è il dono e la condanna del puer.

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